LeLe Battista: cantautore, musicista e produttore, nasce a Milano nel 1975. Voce e leader dei disciolti La Sintesi, con questi arrivò a calcare il palco di Sanremo con la canzone Ho mangiato la mia ragazza. Con il gruppo realizza due album: L’eroe romantico (NOYS/Sony, 1999) e Un curioso caso (Columbia/Sony, 2002), prodotti il primo da Morgan ed il secondo da Pino Pischetola, quest’ultimo sound engineer di artisti come Franco Battiato, Alice, Depeche Mode e molti altri. Immediatamente dopo LeLe Battista collabora ad una serie di progetti (Soerba, Audiorama, Zerouno, Megahertz) e realizza la propria rilettura de L’esodo, inclusa nella compilation-tributo a Franco Battiato Voli imprevedibili.

Nel 2006 fa il suo esordio da solista con Le ombre, album che elabora in molti testi i concetti e i pregiudizi che sono influenzati da questo fenomeno. Scritto in collaborazione con Giorgio Mastrocola (già chitarrista dei La Sintesi e di Franco Battiato) contiene tre brani realizzati da Celso Valli, produttore, arrangiatore e direttore d’orchestra tra i più apprezzati, che sceglie con LeLe di optare per un suono rock raffinato e psichedelico, dall’impatto immediato, anche grazie ad un orchestra composta da 36 elementi, che in fase di registrazione regala al disco un’atmosfera magica.

Tra il 2006 e il 2008 LeLe Battista segue la produzione artistica dei dischi di Yuri Beretta, Ariadineve e Controluce non dimenticando la passione con la quale ama rivisitare brani di altri artisti. Lo fa attraverso Pezzi di vetro (con Santa Sangre), Ogni volta (con Alessandro Raina), e in solitaria con Forse, brani inseriti rispettivamente nei tributi di Francesco De Gregori, Vasco Rossi (ambedue veicolati dal magazine Mucchio Extra) e nel doppio dedicato a Garbo.

Nel 2009 firma la colonna sonora de Lo stallo, film di Silvia Ferreri, e incide una delle sei versioni, che affiancate all’originale hanno formato l’EP Last Minute, apripista di altissimo profilo dell’album di Ivano Fossati Musica moderna. I sei artisti, tra i quali spicca LeLe Battista, sono stati scelti dal Maestro genovese giudicandoli la parte più interessante del futuro della musica italiana.

Nel 2010 esce per Mescal Nuove esperienze sul vuoto, il secondo album da solista, accolto benissimo dalla critica, a cui segue un tour di oltre 20 concerti in tutta Italia.

Nello stesso periodo LeLe è parte, assieme a Megahertz e Gaetano Cappa, della resident band della trasmissione televisiva di Morgan Invece no, in onda su Deejay Tv. Nel 2011, sempre con Gaetano Cappa, è metà del duo Gigantevskij, la mini-band “inscatolata” della trasmissione televisiva quotidiana di Platinette Good Evening, anche su Deejay Tv. Nel frattempo lavora alla produzione de L’esercizio della gentilezza, secondo album del cantautore-profeta Yuri Beretta e alla preproduzione di Legàmi di luce dei Newdress. Apre alcuni concerti di Mauro Ermanno Giovanardi e Morgan, con il quale divide il palco come musicista della Louis G. Techno band.

Nel 2012 collabora alla scrittura del nuovo album di Violante Placido e duetta con Fabio Cinti nel lied di Henry Purcell When I Am Laid in Earth, contenuto nell’album Il minuto secondo. Accompagna Morgan nel tour che segue l’uscita di Italian Songbook vol. 2.

Nel 2013 collabora alla realizzazione di Sheepwolf, secondo album di Violante Placido, dopo aver diviso con lei il palco di Nel mentre tour di oltre 20 concerti nei quali i due artisti duettano su brani del repertorio di entrambi. Attualmente ricopre il ruolo di producer musicale per X Factor lavorando a stretto contatto con Morgan, con cui ha un rapporto lavorativo da diversi anni.

Le ombre

Le ombre (2006)

La voglia di stare con te

Ho perso la voglia
di andare incontro al tuo silenzio
di mettermi in un angolo di fianco
a sentire che hai bisogno di star meglio
a subire il tuo bisogno di star meglio
io credo che qualcosa si sia rotto
non c'entrano questioni d'orgoglio
ho perso la voglia di stare con te
ho perso la voglia di stare con te
la voglia di essere uno dei tuoi errori

non sai che la passione non ti fa sentire la fame
nemmeno la poesia ci potrebbe riavvicinare
ora che quello che ti provoco è l'urgenza
di lasciarmi fuori dalla tua coscienza
e credo che qualcosa si sia rotto
non c'entrano questioni d'orgoglio
ho perso la voglia di stare con te
ho perso la voglia di stare con te
la voglia di essere uno dei tuoi errori

Le ombre

Da dietro l'angolo spunta una figura
un uomo si nasconde lasciando qualche traccia
tana per me che sono trasparente
ma ho l'ombra più decisa e gigante che c'è
mi sembra d'impazzire
ma è come se intuissi un varco
per entrare nel tunnel della luce
si tratta di capire che cosa ci separa dall’infinito

dovremmo cominciare col cercare delle ombre
che non vuol dire credere che niente qui sia vero
ma porre i propri occhi sulla cima più alta
di questa megalopoli
città delle bugie
che portano ad avere timore di se

sai che gli egizi dicevano che ognuno di noi è una stella
e che la vita è un percorso che serve a tornare in cielo
è come una caduta
e il piano su cui stavi è l'infinito
si tratta di capire che cosa ci separa dall'infinito

dovremmo cominciare col trovare delle ombre
nella nostra inquietudine ci sono gioie spente
e cose che ci fermano
che impongono alla testa di stare china a terra

dovremmo continuare col cercare delle ombre
nella nostra inquietudine ci sono gioie spente
e cose che ci fermano
che impongono alla testa di stare china a terra
sul mondo di bugie che portano ad avere timore di sé
del mondo di bugie che portano ad avere timore di sé
di tutte le teorie che portano ad avere
timore di sé

Amore folle

Amore folle
Dimmi che non sono matto
Feroce gioia
Che emozione

Amore folle
Sole che esplode
L’ombra che sparisce
Quando arriva mezzogiorno
Prendo senso in questo sentimento
Lontano dall’alba e dal tramonto

Amore folle cosa che accade
Ero un angelo dalle ali bagnate
Mi sento un Albero con radici nell’aria
Cuore diviso dal mondo reale
Sensibile a ciò che gli pare

Amore folle
Incanto tenebroso
Sono Assediato e il suo bacio è velenoso
Da quando arriva a mordermi i sensi
i miei discorsi più razionali
Sono beffati dalle passioni
L’amore è il più sacro degli imbroglioni

Amore folle
Sole che esplode
Angelo che asciuga le sue ali
Cuore incompreso che si solleva e dice:
“ascoltatemi!”
Amore folle
cosa che accade
ero un angelo dalle ali bagnate
mi sento un albero che ha radici nell’aria
Amore folle battito d’ali
Angelo che asciuga le sue ali
Io che riscopro le mie radici nell’aria
Sbattendo le mie ali…

Tutto strappato

Cosa mi succede?
Tutto mi sorride
Quando lei mi parla
torno un po' bambino

è tutto così nuovo che quasi mi perdo
tutto così bello
che mi sembra quasi di doverci rinunciare
tutto destinato a ritornare normale

ma è tutto così semplice da fare
che mi viene il dubbio di non essere mai stato naturale
tutto così facile tu così difficile
ci sono un po' di cose da esplorare

Cosa mi succede?
sono innamorato
per la prima volta
no,forse la mille
ma è tutto così nuovo che mi sembra quasi
di non avere un passato
tutto così bello che quasi ti perdo
perché sono incantato
tutto così storto come piace a me
tutto strappato come piace a te
tutto usato poco, tenuto bene
tutto esplorato male

ma è tutto così nuovo che mi sembra quasi
di non avere un passato
tutto così bello che quasi mi perdo perché sono incantato
tutto così semplice da fare che mi viene il dubbio
di non essere mai stato naturale
tutto così fresco
tutto così caldo
tutto così storto come piace a me
tutto strappato come piace a te
ma è tutto così nuovo che mi sembra quasi di non avere vissuto
tutto così bello che quasi mi perdo perché sono incantato
tutto così semplice da fare che mi viene il dubbio
di non essere mai stato naturale
tutto così bello
tutto così storto
tutto che inizia bene

Piove

In volo con ali di carta sono fragile
quante storie tristi sento raccontare
che aprono un canale dentro me

e dal monte del mio pensiero
scendo a valle verso le paure
confusione in me
confusione e cadere giù con me

poi piove sempre
nella mia mente
tutto si allaga
e la bufera
porta lontano i pregiudizi
e ho l'illusione di viaggiare
di liberare i miei pensieri
nell'atmosfera

questo grigio sì che mi fa perdere qualcosa
ricorda che stanotte sognavo di mischiarmi con te
e cercare il senso della vita
che fatica! era di fianco a me
confusione in me
confusione e cadere giù con me
c'è speranza in me
la speranza di salire su con te

poi piove sempre…

La caverna

Guarda dove siamo cresciuti
Nella città delle ombre
Poi mi hanno portato su un monte
C’era il sole
Senza fiato sono stato accecato dalla luce
Gli alberi non crescono a file
Orizzonte linea sottile
E nel tuo sentirti normale
Qualcosa di speciale

Forse un respiro
Più forte degli altri
Accentuare i miei difetti
Farli giocare con i tuoi
Sai che mi sfugge ogni pensiero
E che il mio umore segue le stagioni
Ora torno giù
Nella mia caverna
Dove ogni giorno ritorna l’alba
Ma della luce sì della luce
Neanche l’ombra

Solo un mostro seme di noia
Rode la mia gioia da punta a punta
Sempre più disordine lasciamo
Quando scivoliamo

Chi ci aiuterà amico mio
Tra questi bauli di cartone
Porta-contenitori di niente

Forse un respiro
Più forte degli altri
Accentuare i miei difetti
Farli giocare con i tuoi
Lascia che sfugga ogni pensiero
E che il mio amore segua le passioni
Non ci torno più
Nella mia caverna
Dove ogni giorno ritorna l’alba
Ma della luce sì della luce
Neanche l’ombra

L’odio

Non riesco a fare a meno di sognare
che presto andrò a vivere in un prato
la mente è nata per pensare
avvolta da filo spinato
cielo rifletto te nelle mie lacrime
io sono un uomo primitivo
e invece di offrire i miei resti
mi pizzico le vene per sentire
che dentro mi corre del sangue

vita rispetto te
fino a piangere
l’odio che provo riverso su di me

Ma dove credevo di andare?
perché non mi sono fermato
con tutto che devo sparire
non passo i miei giorni in un prato
sole risplendi in me
nelle mie lacrime
io sono un uomo primitivo
e invece di esprimermi con gesti
mi avvolgo, divento complicato
un giro di filo spinato
male trafiggo te
non mi fai vivere
e l’odio che provo riversi su di me

Quando mi mento

Se dimenticassi sempre, tra quello che ti devo,
qualcosa di inespresso in fondo alle parole?
con tutte le intenzioni che mi danno respiro
allaccio le mie scarpe e me ne vado in giro
a sentire che il vento ti cerca per dirti:
“sai non ho più paura di essere un filo
che sta per spezzarsi in tanti pensieri
che messi vicini non sembrano amarsi”

tu
che mi dai la forza
e un giorno mi dici che sono l'amore
hai di nuovo ragione
con qualche invenzione
mi farai capire che è meglio il disordine dell'ordine imposto
e il male che faccio quando mi mento

Io sono stato salvato da nuove illusioni
che il mio desiderio hanno un po' riparato
continuo a sognare che va tutto bene
mi do un'occasione per non soffocare

tu
che mi dai la forza
e un giorno mi dici che sono l'amore
hai di nuovo ragione
con qualche invenzione
mi farai capire che è meglio il disordine dell'ordine imposto
e il male che faccio quando mi mento
il male che faccio a me quando mi mento

Intese

Ti ho chiesto:
“avremo altro tempo
assieme io e te?”
perché qualcosa brucia
sotto le mie azioni
sentire la fine da
allucinazioni

e vorrei chiederti scusa
per avere cercato
nei nostri discorsi
le contraddizioni
quando hai chiesto:
“vuoi scappare con me?

Come gli animali
Vivremo delle prede
Viste nei riflessi delle nostre intese
Forse non siamo due eroi
Ma amiamo immaginarlo”

Oggi ero solo in mezzo a tanti
Come quando non so
Dire quello che sono
Esprimere ciò che ho
Solo in mezzo a tanti
Solo perché non so
Dire quello che sono…

Ti chiedo ancora altro tempo assieme
Perché…

Come gli animali
Viviamo delle prede
Viste nei riflessi
Delle nostre intese
Forse non siamo due eroi
Ma amiamo immaginarlo
Per darci un po’ di forza
La forza di aggrapparci,
Cercare una scusa ed andare
Nel posto che non c’è
Ma è bello ritrovarsi
È bello immaginare
Che forse noi due siamo eroi
Basta immaginare…

Trieste

Descrivi questo attimo
tu che distingui il bene dal male
e del mio quotidiano affanno qualcosa sappimi dire

intanto io organizzo dei viaggi
ti porto a visitare Trieste
a fare scorta di vento
fare provvista di vento

Difendi questo attimo
trova una dimensione di piacere
anche se arrivi da un brutto sogno
e il cielo sta per tuonare

intanto io organizzo dei viaggi
ti porto a visitare Venezia
a fare bolle di vetro
le mie campane di vetro

Passeggiare

C'è un mistero diverso
nei tuoi occhi alieni
basta guardarti
per capire che hai sogni d'oceano
una volta richiusi i mari aperti

dici che fuori di qua
si può incontrare una tempesta
da cui è bello non ripararsi
qualche cosa di più
che passeggiare nella passeggiata
per vedere passeggiare

ogni onda è diversa
da quella prima
da quella dopo
seguirle all'infinito
è un modo segreto
di sentire il tempo

dici che fuori di qua
si può incontrare una tempesta
da cui è bello non ripararsi
qualche cosa di più
che passeggiare nella passeggiata
per vedere passeggiare

testi di LeLe Battista
musiche di LeLe Battista e Giorgio Mastrocola
hanno suonato: LeLe Battista: voce, pianoforte, tastiere, Giorgio Mastrocola: chitarra elettrica, chitarra acustica, basso (3), Megahertz: basso, sintetizzatori, rhodes, mellotron, Sergio Carnevale: batteria e percussioni; Celso Valli: tastiere (1, 2, 4), Paolo Valli: batteria (1, 4), Dado Neri: basso (1, 4), Andrea Dupuis: batteria (7, 11), Giorgio Cuccurugnani: basso (6), Matteo Dolla: basso (coda di 5), Raffaele Stefani: aritmia cardiaca (5), chitarre fuzz (10), generatore di frequenze (11); produzione artistica: LeLe Battista e Giorgio Mastrocola con la collaborazione di Raffaele Stefani, tranne 1, 2, 4 prodotti da Celso Valli; arrangiamenti: LeLe Battista e Giorgio Mastrocola con la collaborazione di Megahertz tranne 1, 2, 4 arrangiati da Celso Valli

Nuove esperienze sul vuoto

Nuove esperienze sul vuoto (2010)

Sull'inesprimibile

Potessi preferire
il modo che abbiamo di mentire
il gioco di parole in equilibrio
sull'inesprimibile

nei nostri pensieri
di etereo c'è poco
eppure mi sento leggero
mi sto divertendo davvero

si apre una porta alla gioia
ed una ad un profondo senso inquieto
i raggi del sole muovono l'anima
come una fuga d'amore

Blocco del traffico

Nulla è più ciò che era
la mie parole in un luogo diverso
armoniose in senso diverso

la città si confonde in milioni di luci diverse
incroci grigi
binari su binari che a seguirli ti portano chissà dove
forse nell'infinito incubo di chi teme di perdere il tram

scoprirsi felici di qualcosa che c'è sempre stato
scoprire che tutto il mio tremore può essere trasformato
in qualcosa di bellissimo e leggero
qualcosa di bellissimo e leggero

è strano interrompere il silenzio
di questa domenica ovattata
le mie parole in un luogo diverso
assumono un senso diverso
la notte diventa una farsa insistente
qualcuno potrebbe credersi immortale
scosse di adrenalina inventano la forma del mio guardare

scoprirsi felici di qualcosa che c'è sempre stato
scoprire che tutto il mio tremore può essere trasformato
in qualcosa di bellissimo e leggero
qualcosa di bellissimo e leggero

Il mio punto debole

Il mio punto debole
è avere un forte slancio vitale
E usarlo per consumare
è desiderare l’infinito
pur sentendomi finito

il mio punto debole è l’illusione
che tu non dica ciò che stai per dire
è avere inspiegabili certezze
e poi crollare sulle cose più banali

eppure questo sguardo illuso
e forse a tratti inconcludente
mi sembra l’unico possibile
eppure questo sguardo illuso
e nello stesso tempo assente
è l’unico che salverei

il mio punto debole
è quello di supporre che il futuro
non sia come il presente imperfetto
è vivere una vita che non so
che a volte mi appare dissoluta
e a volte un po’ troppo normale

il mio punto debole è l’illusione
che tu non dica ciò che stai per dire
è avere inspiegabili certezze
e poi crollare sulle cose più banali

eppure questo sguardo illuso
e forse a tratti inconcludente
mi sembra l’unico possibile
eppure questo sguardo illuso
e nello stesso tempo assente
è l’unico che salverei

Il nido

il nido
tra il ponte e l'ascensore
a doppio isolamento
dal freddo e dal rumore
fondato sul cemento
me lo ricordo quando
se non ci sei
c'è il temporale

riporta cose buone
non solo le sconfitte
non solo il treno
che ho smesso di aspettare
non solo il tuo bel nome
non solo il mio buon cuore
riporta l'artificio
la cella rinfrescante
delle tue parole

se il tuo abbraccio è una prigione
spero di essere condannato
ai tuoi capelli essere legato
dalle tue labbra pende il mio significato

l'incendio
i fuochi di artificio
le cose che mi hai dato e non ti ho restituito
nessun gioco di sguardi
di avremmo noi potuto
sono meno testardo e combattuto

se il tuo abbraccio è una prigione
spero di essere condannato
ai tuoi capelli essere legato
dalle tue labbra pende il mio significato

L'arte di annoiarsi

Per paura di scoprirmi vuoto ho esplorato poco
e sperando di cambiare
Sono diventato ipercinetico
Ho perso l’arte di annoiarmi
È sempre l’ora di fissare il vuoto
è sempre l’ora che i tuoi occhi
creino una luce irreale da sogno

Vorrei fermare il tempo in questo istante immenso
In cui infinito e punto coincidono

la disgregazione delle cose
mi aiuta ad esplorare meglio il mio universo
quando sei confuso è troppo tardi
perdi l’arte di annoiarti
per confonderti con gli altri
è sempre l’ora di fissare il vuoto
è sempre l’ora che i tuoi occhi
creino una luce irreale da sogno

Vorrei fermare il tempo in questo istante immenso
In cui infinito e punto coincidono
Vorrei fermare tutto in questo luogo immenso
Dove tutto e nulla si toccano
si toccano

L'arte di essere felici

Rendersi conto che è tutto costruito
il mio rapporto col tradimento
coi soldi e con il tempo
solo l'amore è un istinto irrefrenabile

la mente nasce innocente
una tabula rasa
mostruosamente poi viene rimodellata

la cosa più bella di te
sapere che stai pensando
qualcosa che non sai spiegare
e neanche io so spiegare

guardarti nel pieno di un flusso di coscienza risolvere tutto
se non scelgo non sono felice
se non scelgo non sono felice
guardarti nel pieno di un flusso di coscienza svelare il tuo trucco
se non scelgo non sono felice
se non scelgo non sono felice
incoerente splendidamente felice

ci abituiamo a tutto
fotomontaggi e riproduzioni
gli stessi cromosomi di un monaco buddista
eppure ci facciamo saltare con le mine
la gente nasce innocente
una tabula rasa
mostruosamente poi viene moralizzata
così si dispera per tutto
soggetta all'errore e al caso
il mio cuore può essere salvato dal fuoco

nel guardarti nel pieno di un flusso di coscienza risolvere tutto
se non scelgo non sono felice
se non scelgo non sono felice
guardarti nel pieno di un flusso di coscienza svelare il tuo trucco
se non scelgo non sono felice
se non scelgo non sono felice
incoerente splendidamente felice

Nutrire la mente

Nutrire la propria mente
ha a che fare col suolo immobile
con l'impossibilità di avere un senso

nutrire la propria mente
perdersi in un cielo alto
nella bellezza dell'inutilità

aspettare la tempesta che sconvolga la pace
vuol dire vivere una vita violenta
creare il buio
un buio artificiale
abbassare le tende per non prendere il sole

cupa oppressione estiva
desiderio d'inverno
illusione
il vento di vetro vuole tagliarmi la pelle
solo a lui è concesso di violare la mia inconsistenza

nutrire la propria mente
ha a che fare con il contrario
con l'impossibilità di comprendere
dipingere un cielo alto
sull’orlo di un immenso abisso
e riempire la tela
del mio vuoto

provocare la tempesta
che sconvolga la pace
vuol dire vivere una vita violenta
creare il buio
un buio artificiale
abbassare le tende per non prendere il sole

cupa oppressione estiva
desiderio d'inverno
illusione
il vento di vetro vuole tagliarmi la pelle
solo a lui è concesso di violare la mia inconsistenza

che per me è solo aria

Profondamente dentro

Le case cadono nell'inverno
i boschi cadono nell'inverno
le menti cadono nell'inverno
le parole cadono nell'inverno

chissà che qualcuno non cominci a pensare
alla neve che continua a cadere
al freddo che comincia a sentire
profondamente dentro

le cose cadono nell'inverno
le persone cadono nell'inverno
la città cade nell'inverno
tu cadi nell'inverno

chissà che qualcosa non cominci a cambiare
che la febbre tenda a svanire
che la musica continui a girare
profondamente dentro

In parte me

Sono una parte di me
chiamo esperienza la diffidenza che ho verso di te
quando sono agitato
divento sincero
d'altra parte sono io almeno in parte

sono in parte me
in parte vado al lavoro
in parte faccio colazione
in parte esco con te
a cercare un'altra parte di me
sono in parte me

improvvisamente il mondo mi appare
un luogo molto pericoloso
sono in parte me
sono confusione sotto questo cielo
nell’assoluta incertezza tra deriva e salvezza

d'altra parte sono io almeno in parte
d'altra parte

sono in parte me
in parte vado al lavoro
in parte faccio colazione
in parte rispondo al telefono
in parte esco con te
a cercare un'altra parte di me
sono in parte me

Le cose più grandi di me

Perchè per me non ha senso
per me non ha senso
per questo non penso
l'insensibilità degli altri
è troppo facile sentirsi tardivi
sentirsi traditi dal tempo
galleggiare nell'etere arido
schivo alla scoperta di sentire un assurdo vuoto dentro

perchè da un po' non mi sento
per questo mi graffio e riporto il mio corpo al centro
dal margine del problema rimasto irrisolto per troppo tempo
da credere non esista
ma venga solo supposto da questo fremito da cui vengo scosso

e dalle cose più grandi di me
dal vuoto più pieno che c'è
da tutta la frenesia che i miei sensi porta via
dall'impagabile senso di libertà
provato solo qualche attimo fa
la leggerezza più ingombrante che c'è
è volata tutta via con te
è volata tutta via con te

io non so esprimere quello che sento
sono legato alle parole che rimangono spesso dentro
l'amore scalpita eppure
neppure io più ci penso
ed i dolori s'infrangono in un secondo
riempiono queste distanze
intorno alle mie due stanze
e lentamente mi sveglio in una quieta disperazione

vedo le cose più grandi di me
e il vuoto più pieno che c'è
vedo la mia frenesia che i sensi porta via
e un impagabile senso di libertà
provato solo qualche attimo fa
la leggerezza più ingombrante che c'è
è volata tutta via con te
è volata tutta via con te

Le mani

può ingannarti il viso
la voce la puoi mascherare
ti puoi mettere in ginocchio
per sembrare pentito

gli occhiali ti possono cambiare lo sguardo
la collera ti può far sembrare un altro
ma è con le mani che senti
che senti la leggerezza dell'amore
con le mani ti ripari le orecchie
dal rumore
le mani non tradiscono mai
le tue mani non tradiscono mai mai

tagliare i capelli
da un senso di rinascita
ogni tanto riaffiora
il sapore lontano e perduto
del sale delle lacrime
che scendono
con le mani le asciugo

e sento la leggerezza dell'amore
con le mani ti riparo le orecchie
dalla città che esplode
le mani non tradiscono mai

non ti offrono tutto quello che non ho

ma solo la leggerezza dell'amore
perchè le mani non tradiscono mai
le tue mani non tradiscono mai

Attento (feat. Mauro Ermanno Giovanardi)

Il mutevole confine dell'eccesso
a seconda della situazione
per cambiare punto di vista
punto di osservazione
per usare un'espressione diversa
concentrarmi sulla distrazione
per usare un'espressione diversa
strafarmi di luce del sole
e se piove campionare i tuoni

accentuare i miei difetti
farli giocare con i tuoi
accentuare i miei difetti
farli giocare con i tuoi
attento
senza ritegno

devo dormire sonni profondi
per svegliarmi neutrale
per descrivere quello che vedo
oltre il velo della persuasione
non riconoscere la sveglia
non ricordare la canzone non scritta un attimo prima
la visione della sera prima
ipotizzare un senso diverso
tutto più chiaro uguale tutto disperso

accentuare i miei difetti
farli giocare con i tuoi
attento
senza ritegno
attento
senza ritegno

si deve rendere tutto più leggero
smorzare ogni risentimento se si può
scherzare sempre e vedere il nulla in ogni cosa
suddividere in piccole parti l'istante che passa
mescolare per gioco le incoerenze
attento senza ritegno
attento senza ritegno
rimani calmo,
osserva freddamente
questa calma, questa freddezza
sono il tempo che si libera di tutto

[il finale contiene citazioni da “Cattivi pensieri” di Paul Valèry]

testi di LeLe Battista tranne 2 e 7 - testi di LeLe Battista ed Elisabetta Molica
musiche di LeLe Battista e Giorgio Mastrocola
hanno suonato: LeLe Battista: voce, pianoforte, glockenspiel, sintetizzatori, basso (7), Giorgio Mastrocola: chitarre, trattamenti sonori, basso (3), cori (5–9), Andrea Dupuis: batteria, Megahertz: sintetizzatori (5–10), basso (4–5), Giorgio Cuccurugnani: basso (2, 6, 8–10, 12), Mauro Ermanno Giovanardi: voce (12), Andrea Cardinale: violino (7); produzione artistica, arrangiamenti e realizzazione: LeLe Battista e Giorgio Mastrocola tranne 5 e 10 co–prodotti artisticamente con Megahertz

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